Il carico immediato

 


La tecnica del carico immediato consente al paziente, anche totalmente edentulo, di riprendere la vita sociale e lavorativa lo stesso giorno dell'implantologia, grazie a unrestauro provvisorio fisso e funzionale applicato subito dopo l'inserimento degli impianti dentali.

Il restauro immediato rappresenta una soluzione ideale sia sotto il profilo estetico sia per la preservazione dei tessuti molli, ma richiede da parte dell'odontoiatra un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici. Infatti, benchè la tecnica del carico immediato sia applicabile nella maggior parte dei casi e su entrambe le arcate dentarie, è necessario che siano soddisfatte alcune condizioni imprescindibili, e in particolare:
 
a) fattori del paziente
 
•   quantità e qualità dell'osso disponibile. Il rischio di sovraccarico occlusale dipende anche dalle proprietà meccaniche dell'osso del paziente. La capacità dell'osso di sopportare il carico masticatorio è infatti direttamente correlata alla sua densità, al suo modulo elastico e alla percentuale di contatto osso-impianto dentale. Nel carico immediato questi elementi rivestono un'importanza fondamentale in quanto l'inserimento degli impianti modifica le proprietà meccaniche dell'osso durante il processo iniziale di guarigione
•   assenza di malattia parodontale (gengivite e piorrea)
•   storia medica: tabagismo, scarsa o assente igiene orale, assunzione di particolari classi di farmaci e presenza di condizioni sistemiche (per esempio diabete, osteoporosi) o infezioni in atto possono inficiare il ricorso al carico immediato
•   assenza di bruxismo (digrignamento involontario dei denti). Il bruxismo genera forze significative e prolungate che compromettono la stabilità degli impianti. I carichi parafunzionali indotti dal bruxismo creano infatti una leva che aumenta il rischio di allentamento del moncone e di frattura dei restauri provvisori. La presenza di una sola di queste complicazioni può provocare un sovraccarico occlusale sugli altri impianti
•   bilanciamento occlusale accettabile. Il bilanciamento perfetto si ha quando, a bocca chiusa o durante i movimenti funzionali della mandibola, tutti i denti sono simmetricamente in contatto tra di loro. Rivestono particolare importanza i rapporti occlusali delle superfici masticatorie dei molari e dei premolari, sui quali grava gran parte del carico masticatorio
 
 
 
 
b) osteointegrazione
 
•   stabilità primaria (stabilità meccanica) dell'impianto. L'impianto dentale inserito deve avere una mobilità nulla o praticamente nulla. La rigidità della connessione tra l'osso e l'impianto viene infatti opportunamente valutata alla fine dell'inserimento con uno speciale strumento chiamato chiave dinamometrica: deve avere valori sempre superiori a 30-50 Netwon/cm²
•   carico immediato post-estrattivo. E' possibile caricare gli impianti inseriti subito dopo l'estrazione di un dente purché sia garantita la stabilità primaria dell'impianto.
 
I progressi tecnologici nell'indagine diagnostica e nella chirurgia guidata, associati all'aumento vertiginoso della tipologia di impianti disponibili, permettono oggi di garantire al paziente un trattamento ottimale, veloce e prevedibile. In particolare, la tomografia volumetrica con fascio conico consente una visione senza precedenti delle condizioni locali, e permette di anticipare i rischi mettendo a punto le strategie migliori per garantire il pieno successo dell'implantologia.
 
Ogni singolo caso viene pianificato nel dettaglio, sia nella fase di studio e di attenta selezione degli impianti (il rapporto tra numero, posizione, dimensione, forma e design degli impianti dentali influisce sulla dissipazione delle forze occlusali, ed è quindi un fattore critico per il successo del'implantologia), sia nella fase chirurgica, dove l'uso di guide fabbricate a partire dall'immagine radiografica del sito implantare rende possibile l'inserimento preciso degli impianti e la produzione immediata della parte protesica.
 
Quando il carico immediato non è possibile
 
Quando gli impianti non possono essere caricati immediatamente con un restauro provvisorio fisso, nel periodo dell'osteointegrazione si ricorre a una protesi mobile che il paziente dovrà indossare per un periodo variabile tra 3-6 mesi a seconda del caso, e al termine del quale si procede in genere al carico con la protesi provvisoria o definitiva fissa, che viene saldamente cementata agli impianti.
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