All-on-4 e Toronto Bridge

 


All-on-4™: 4 impianti per cambiare vita

La tecnica implantologica All-on-4™, che letteralmente significa “tutto su 4”, è nata all'inizio degli anni '90 ed è diventata molto popolare in tutto il mondo.
 
 
Indicazioni
 
All-on-4™ è una procedura veloce e affidabile, particolarmente adatta quando:
 
•   le arcate superiore e/o inferiore sono completamente prive di denti (edentulia totale), come nel caso dei portatori di una protesi totale (dentiera)
•   la dentatura residua è terminale e necessita di una riabilitazione totale, a seguito di una grave condizione parodontale (piorrea)
•   la quantità di osso non è sufficiente, per spessore e altezza, a ospitare gli impianti dentali inseriti in modo convenzionale
•   il paziente non desidera sottoporsi al trapianto osseo (sinus lift, onlay graft, ecc.) necessario per ricostruire i siti dove inserire gli impianti in modo    convenzionale
•   il paziente vuole un risultato immediato e cerca una soluzione fissa, veloce, e con un costo controllato
•   il risultato estetico è un fattore importante per il paziente.
 
Le controindicazioni sono quelle comuni all'implantologia classica. La tecnica è indicata in linea di massima a qualunque età purché il paziente sia in buone condizioni di salute e non abbia patologie croniche non controllate. Il bruxismo e il tabagismo sono considerati fattori di rischio ma non sono controindicazioni assolute. In aggiunta alle restrizioni elencate, All-on-4™ è controindicato nei soggetti con malattie del sistema immunitario, o che si sottopongono a radioterapia delle ossa mandibolari o a terapia endovenosa con bifosfonati.
 

All-on-4™: la tecnica

All-on-4™ è una tecnica implantologica che usa solo quattro impianti per la riabilitazione protesica dell'intera arcata superiore o inferiore. Come mostra l’immagine, gli impianti distali sono inclinati tra 30° e 45° (max), e sono distribuiti nella parte anteriore dell'arcata, dove l'osso è di migliore qualità, mentre le regioni posteriori prossime al seno mascellare e al nervo alveolare inferiore non vengono coinvolte. All-on-4™ è una procedura che consente di evitare o ridurre al minimo la chirurgia di trapianto osseo normalmente prevista per le gravi carenze d'osso, e di attuare il cosiddetto “carico immediato”, cioè il recupero immediato della funzione masticatoria.
 

All-on-4™: la procedura

La procedura della tecnica All-on-4™ prevede un numero minimo di sedute. La selezione del paziente adatto alla metodica avviene, oltre che in funzione della storia medica, in base alla valutazione odontoiatrica della radiografia panoramica e della scansione volumetrica (TAC) per verificare volume e qualità dell'osso. Inoltre sono necessarie le impronte della bocca nella situazione di partenza, con la protesi totale in bocca, e le impronte della cresta alveolare edentula.
 
Le modalità della fase chirurgica variano in funzione di alcune particolari considerazioni, ma in generale la tecnica All-on-4™ può essere implementata sia con la chirurgia transmucosa, resa possibile da un sofisticatissimo sistema di guida computerizzata grazie al quale gli impianti vengono inseriti senza incisione dei lembi gengivali, sia con la modalità chirurgica convenzionale, nella quale il lembo di gengiva viene rialzato in corrispondenza delle aree operate.
 
Una volta inseriti, agli impianti viene temporaneamente ancorata una protesi acrilica fissa, solitamente di 12 denti, sufficienti a ricoprire tutta l'arcata inferiore o superiore. Tale protesi fissa coprirà tutto il periodo di osteointegrazione, variabile tra 4 e 6 mesi, durante il quale gli impianti si integrano biologicamente all'osso del paziente. In altre parole, il paziente può masticare a poche ore di distanza dall'intervento, sicuro di un'estetica impeccabile.
 
Al termine dell'osteointegrazione, la protesi temporanea viene sostituita dalla protesi fissa finale.
 
Affidabilità e durata - Dallo studio pilota sulla tecnica, che risale all'ormai lontano 1993, sono ormai decine di migliaia nel mondo i pazienti trattati con All-on-4™. La letteratura disponibile dimostra che l'inclinazione degli impianti non compromette i risultati a lungo termine della riabilitazione con All-on-4™ (Malo 2005, follow-up 1 anno, Krekmanov 2000, follow-up 10 anni, Aparicio 2001, follow-up 7 anni, Fortin 2002, follow-up 5 anni), che anzi sono comparabili a quelli ottenuti con gli impianti posizionati in parallelo.
 
Riassumendo, l'inclinazione degli impianti prevista dalla tecnica All-on-4™ permette di:
 
•   utilizzare impianti più lunghi, che aumentano l'area di interazione tra osso e impianto e l'ancoraggio primario (Krekmanov 2000, Aparício 2001, Malo 2003)
•   aumentare la distanza tra gli impianti, e consentire così una migliore distribuzione del carico masticatorio (Aparício 2001, Fortin 2002, Malo 2003)
•   ridurre il numero di impianti a quattro unità, con il vantaggio aggiuntivo che nessun impianto interferisce con quello adiacente (Malo 2005)
•   inserire gli impianti nell'osso residuo, ed evitare così complesse tecniche di trapianto d'osso e/o di rialzo del seno mascellare (Aparício 2001, Fortin 2002, Malo2005)
 
La percentuale di successo della tecnica All-on-4™ è in linea con quella degli impianti inseriti in modo convenzionale, e tale è anche la durata.
 
 
 

Toronto Bridge

Nei casi in cui si ha una mancanza totale di denti nella mandibola o nel mascellare è possibile realizzare una soluzione protesica che non ha costi eccessivi, chiamata Toronto Bridge. Si tratta di una tecnica ormai molto collaudata in cui un ponte di 12 denti fissi viene avvitato su 4-6 impianti inseriti nella zona frontale, dove solitamente rimane osso a sufficienza anche nei casi di estremo riassorbimento osseo.

Nella tecnica consueta si tratta di una vera e propria protesi rigidamente avvitata agli impianti e quindi straordinariamente in grado di svolgere la funzione masticatoria, e di estetica piacevole. Questa tecnica è stata poi modificata intorno ai primi anni '90 per poter anche utilizzare denti in ceramica dove si potessero raggiungere risultati di estetica di grande eccellenza. In questo caso la struttura avvitata in lega di metallo che regge i denti è stata modificata per poter accogliere denti in ceramica realizzati individualmente dal laboratorio odontotecnico, rispettando l'infinita gamma di colori e forme che caratterizza un sorriso naturale.
Insomma, una tecnica che permette di riottenere un sorriso e una funzione masticatoria completa senza bisogno di interventi di ricostruzione ossea o di trapianti di osso, e che può essere la soluzione ideale anche nei pazienti di età avanzata.

In effetti la procedura di avvitamento dei denti sopra gli impianti permette di realizzare una protesi completa di 12 denti su una base di pochi impianti e concentrati nel settore anatomico più idoneo ad accogliere gli impianti sia per la natura qualitativa dell'osso, sia per il volume osseo a disposizione.

Quando si utilizza invece la procedura della protesi cementata sugli impianti, la disposizione degli stessi deve essere più distribuita nell'arcata. Una tecnica che ci permette dei risultati certamente ancora più naturali come aspetto estetico, ma che ci impone talvolta una maggiore complessità chirurgica pre-implantologica.
 
 
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