Protesi Rimovibili



La protesi mobile, comunemente chiamata "dentiera", è una soluzione per i pazienti che hanno perso tutti o parte dei denti di un'arcata. Può essere una protesi totale dell'arcata dentale o solo parziale, a seconda dei denti mancanti. È un manufatto rimovibile che è costituito da una base protesica, appoggiata sulla struttura ossea e sulle mucose della bocca, a cui vengono montati i denti artificiali.
 

Protesi in nylon

Le protesi in nylon - sono protesi di ultima generazione, che si sostituiscono ai vecchi scheletrati antiestetici con ganci in metallo.  Il nylon è un materiale leggerissimo, di soli 0,6 mm di spessore, dalla memoria elastica: le protesi sono assolutamente non ingombranti e si possono maneggiare senza il timore di romperle, si possono infatti letteralmente stropicciare e quando le si lasciano andare ritornano alla posizione di partenza.

  
 Scheletrato in nylon                                              Protesi in nylon

Le protesi in nylon sono un'idea innovativa: assolutamente biocompatibili ed anallergiche, sono altamente estetiche, ripristinano la "falsa gengiva" e restituiscono forma alla bocca, non lasciando nel viso l’inestetismo creato dalla mancanza di denti. Il nylon inoltre è un materiale camaleontico: quindi la protesi mobile, trasparente, assume la colorazione dei tessuti gengivali.
Le protesi in nylon ridonano ai nostri pazienti un sorriso naturale senza l'inestetismo dei fili in metallo dello scheletrato tradizionale.

  

Protesi mobile o fissa?
Le nostre cliniche propongono una soluzione con protesi mobile in quelle situazioni in cui la presenza di osso non è sufficiente per l'inserimento degli impianti e non è possibile la rigenerazione ossea o l'innesto osseo.
La protesi fissa infatti, è preferibile a quella mobile perchè quest'ultima toccando la gengiva va ad incidere sul volume dell'osso, riducendone la quantità nel corso del tempo.
 

Tutto sulla dentiera

Il dentista è un esperto della progettazione e della realizzazione delle protesi dentarie mobili, grazie alla sua competenza, all’esperienza e alla precisione che ne fanno la migliore risorsa professionale alla quale ricorrere per sostituire al meglio i denti naturali che non esistono più. Tutti i consigli del caso, per i neofiti e per i portatori abituali.


 
La prima protesi

Avete bisogno di una protesi ma non vi piace l’idea di passare dei mesi senza denti per aspettare la guarigione delle gengive? Le protesi immediate sono un’ottima soluzione. Prima ancora dell’eventuale estrazione di uno o più denti residui, la protesi immediata preparata dal dentista è già pronta per essere inserita. In questo modo potrete tornare rapidamente al lavoro e alla vita sociale. La protesi immediata protegge i tessuti della bocca, limita i sanguinamenti, contribuisce a una guarigione uniforme e aiuta a parlare e a masticare meglio.

La transizione tra i denti naturali e la prima protesi può perciò avvenire in dolcezza. Per contro, la protesi immediata richiede più aggiustamenti perché la guarigione della gengiva avviene su periodi di tempo relativamente lunghi. In questa fase il contatto con il dentista deve essere costante perché trascurare l’aggiustamento della protesi immediata può provocare un danno considerevole ai tessuti della bocca.
 
Il segreto di una protesi fatta bene

La preparazione di una protesi dentale è un’arte che richiede pazienza, precisione e molta, molta esperienza. Il dentista in primo luogo prende un’impronta della bocca poi verifica l’articolazione, cioè la relazione tra la gengiva superiore e quella inferiore. Il modello è in genere fatto da una striscia di cera sulla quale il dentista sposta a volontà i denti artificiali fino a raggiungere un’estetica ideale che permette di riprodurre i denti naturali con la maggior esattezza possibile.

Si tratta in questo caso di una protesi di prova, concepita per essere adattata direttamente nella bocca; il margine di errore tra la protesi di prova e quella definitiva è così ridotto al minimo. Non è possibile fabbricare una protesi senza passare per la tappa essenziale della protesi di prova, solo la protesi su misura confezionata a regola d’arte può garantire l’estetica, il confort e soprattutto la salute.
 
L’adattamento della protesi
 L’esperienza di milioni di persone portatrici di una protesi dentale mobile conferma che è del tutto normale aspettarsi un periodo di adattamento di almeno 1-2 settimane dopo una nuova dentiera.
 
La masticazione

I primi pasti consumati dopo la prima dentiera saranno con ogni probabilità abbastanza critici. Non abbiate timore, gradualmente vi abituerete alla nuova protesi.
 
Gli alti e bassi della protesi inferiore

Vi renderete conto abbastanza in fretta che la protesi inferiore è meno confortevole di quella superiore, ma ancora una volta, è un fenomeno normale. Il fastidio è dovuto soprattutto a due inconvenienti, la mancanza di stabilità dovuta allo stato della vostra gengiva inferiore, e il movimento costante della lingua, particolarmente sensibile a tutte le variazioni che avvengono nella bocca. L’adattamento, come sempre, è solo una questione di tempo.
 
La nausea

In alcuni casi l’inserimento di una protesi mobile può provocare una sensazione di nausea, che in linea di principio dovrebbe scomparire entro qualche ora dall’inserimento della dentiera o al più tardi entro qualche giorno. Se le nausee persistono, tornate dal dentista e segnalate il problema.
 
La protesi di notte

In generale, di notte la protesi viene tolta per consentire alle gengive di distendersi e di ossigenarsi, ma se fate parte di quelle persone che non vogliono togliere la dentiera prima di andare a dormire, inserite nella vostra giornata qualche momento in cui togliere la protesi, è molto importante!


 
L’igiene orale, una questione di amor proprio

Chi dice protesi dentaria dice igiene orale. Ecco qualche regola di base da osservare sempre per evitare problemi imbarazzanti dovuti a un’igiene negligente o distratta:

•   sciacquare spesso la bocca per eliminare i batteri e favorire la freschezza dell’alito
•   dopo ogni pasto, pulire perfettamente la protesi con lo speciale spazzolino e un dentifricio apposito
•   non utilizzare detergenti inappropriati perché possono rovinare irreparabilmente la protesi.

L’estetica: niente è troppo bello…
Al momento di creare la vostra protesi dentaria il dentista osserva attentamente e scrupolosamente gli elementi di ordine estetico e morfologico peculiari della vostra personalità; vengono così analizzati i vostri tratti, la forma del vostro viso, la tinta degli occhi e dei capelli perché la protesi contribuisca a conservare l’aspetto armonioso e naturale della bocca in rapporto all’insieme del viso.
 
La locuzione
All’inizio, è indubbio che la protesi dentaria procuri un certo fastidio, e perfino parlare può diventare un po’ complicato. In particolare, le “s” hanno talvolta un suono diverso. Non preoccupatevi, ancora una volta tutto tornerà a posto entro qualche giorno, giusto il tempo di permettere ai muscoli di adattarsi al cambiamento.
 
Quando cambiare la protesi
L’uso della protesi dentale può comportare un insieme di cambiamenti morfologici dei quali è abbastanza difficile rendersi conto. In linea di principio, la protesi deve essere cambiata ogni 5 anni, soprattutto a causa del riassorbimento di gengiva e osso e dell’usura. Chi porta una protesi dentale deve farla controllare dal dentista almeno una volta all’anno.

Ecco i segni inequivocabili che è ora di cambiare la protesi:

•   la dentiera aderisce con minore precisione alle gengive
•   si muove
•   la masticazione è fortemente compromessa
•   il viso ha un aspetto più vecchio e ingiallito
•   la dentiera provoca occasionalmente dolore o fastidio.

Come abbiamo detto, la protesi dentale ha in media un’attesa di vita di circa 5 anni, ma solo il dentista, grazie a una visita almeno annuale, è in grado di prevenire i problemi o di porvi rimedio. Tra l’altro, le cattive abitudini che spesso i portatori di protesi dentale sviluppano possono portare sia a un adattamento della dentiera, sia alla sostituzione della base, sia infine a un cambiamento completo della protesi. Il dentista è in grado di minimizzare l’impatto del cambiamento tra una protesi e quella successiva, ma ogni nuova protesi comporterà un nuovo periodo di adattamento.

Non bisogna dimenticare che portare protesi vecchie di 10 o 15 anni provoca inevitabilmente delle trasformazioni spesso irreversibili della fisionomia. Più viene ritardato il momento del cambiamento, più l’aspetto e il confort vengono gradualmente compromessi. Infine, chi porta la stessa protesi da più di cinque anni e non l’ha mai fatta esaminare dal dentista espone la propria salute a dei rischi inutili.

La protesi mobile è infatti costituita da una materia solida non malleabile, mentre il viso, la bocca e le mascelle si trasformano col passare del tempo. Poiché la protesi non ha la possibilità di adattarsi a questi cambiamenti, e poiché i denti artificiali si usurano con il tempo, la protesi non può più svolgere efficacemente il suo compito al di là dei 5 anni. Questa realtà, troppo spesso ignorata, comporta delle conseguenze negative tra le quali:

•   le gengive tendono a diventare più molli
•   le gengive sono irritate, dolenti
•   la masticazione diventa più ardua, la digestione più difficile
•   compaiono mal di testa e di orecchi, tensioni al collo e problemi articolari
•   la zona che circonda la bocca si riempie di rughe e il viso invecchia prematuramente
•   si accelera il riassorbimento della gengiva.

Purtroppo, poche persone si prendono cura regolare della protesi, alcuni trascurano perfino di toglierla la notte. Non giocate con la vostra salute, rivolgetevi al dentista per un esame delle condizioni della vostra bocca.
 
Dolori alle gengive?
Quando la protesi provoca dolore o ferisce malgrado sia stata minuziosamente controllata, la gengiva si sta ritirando e sta assumendo una forma più stretta anche se a occhio nudo tutto sembra invariato. La protesi diventa sempre più fastidiosa e si muove sempre di più. È il fenomeno detto “atrofia della gengiva”.

In questo caso, un tipo di protesi può risolvere il problema grazie a una base morbida. Utilizzata soprattutto per la protesi inferiore, la base morbida è un cuscinetto che fa parte della dentiera; porosa, la base aderisce meglio a ciò che resta della gengiva, migliora la stabilità della protesi e irrita molto meno le mucose. La base morbida non è però in grado di arrestare il processo di ritiro della gengiva, la cui forma e spessore si modificano in continuazione. Perché la base morbida apporti un confort costante nel tempo la protesi dovrà essere controllata tutti gli anni e la base sostituita secondo necessità. Data la sua consistenza porosa, tuttavia, la base morbida è meno facile da pulire, e anche in questo caso la visita periodica dal dentista previene i problemi collegati all’igiene.
 
La protesi si muove? Pensate agli impianti
Fate fatica a masticare? Le gengive non tollerano più le verdure crude? La protesi si sposta e provoca dei microtraumi? Le gengive diventano sempre più atrofiche? Può darsi che siate i candidati ideali alle protesi su impianto. Gli impianti non sono altro che radici artificiali sulle quali viene fissata la vostra protesi dentale che può a questo punto farvi ritrovare una masticazione efficace e confortevole.
I pochi impianti dentali che servono da punto di ancoraggio della vostra protesi le garantiscono tutta la stabilità desiderata.
 
Consigli igienici
La placca è una pellicola batterica invisibile che si forma gradualmente non solo sui denti naturali, ma anche sulle protesi dentali. Una volta indurita, la placca si trasforma in deposito calcareo, porta d’ingresso ideale per i batteri. Irritazioni, malattie delle gengive, problemi digestivi (stomatite batterica) sono solo alcune delle conseguenze negative possibili quando le condizioni igieniche della protesi sono carenti.

Per conservare la bocca in buona salute, ottimizzare il confort e rispondere adeguatamente alle esigenze estetiche, ecco qualche utile consiglio per la manutenzione regolare della protesi parziale, completa, o su impianti.
 
Lo spazzolino
Lo spazzolino ideale per le protesi è dotato di setole morbide che consentono di raggiungere tutte le parti della dentiera. Per facilitare la pulizia si può ricorrere a un gel, a una pasta dentifricia non abrasiva o semplicemente a un detergente dolce. Dopo ogni pasto, spazzolare delicatamente tutta la superficie della protesi, con particolare attenzione agli spazi interdentali e alle parti che vengono a contatto con le gengive.

Uno spazzolamento troppo vigoroso o l’impiego di una pasta abrasiva o di uno spazzolino a setole dure compromettono la dentiera in quanto provocano perdita di lucidità dei denti artificiali, usura prematura della protesi, riduzione della parte acrilica con conseguente peggior adattamento della dentiera alla bocca. Una superficie acrilica graffiata da un prodotto abrasivo trattiene più facilmente la saliva la quale, a sua volta, trattiene gli alimenti formando delle macchie.

Conseguenza: la manutenzione della protesi diventa molto più difficile. Spazzolate delicatamente anche la lingua, le gengive e il palato con uno spazzolino morbido e umido. Un massaggio di un minuto al giorno attiva la circolazione sanguigna locale e contribuisce a mantenere il tono gengivale, liberando inoltre la bocca dai batteri.
 
Il risciacquo
Prima di rimetterla in bocca, sciacquate sempre la protesi a fondo sotto un getto di acqua tiepida. Questa buona abitudine vi impedirà tra l’altro di “mangiare” le soluzioni detergenti. Sciacquate frequentemente anche la bocca per sbarazzarla dei batteri, l’alito sarà molto più fresco.
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