Parodontologia laser assistita



La parodontologia si occupa dell’insieme dei tessuti che circondano il dente e assicurano la sua stabilità: la gengiva, l’osso e il legamento parodontale.
 
La malattia parodontale, comunemente chiamata “piorrea”, è un’ infezione batterica di tali tessuti dovuta quasi sempre ad una scarsa o errata igiene dentale. Se protratta nel tempo e non curata si cronicizza causando la perdita dei denti.
 
È la branca dell'odontoiatria che si occupa della terapia del parodonto, cioè il complesso sistema di "ancoraggio" del dente ai tessuti circostanti. Quattro sono i "pilastri" fondamentali: gengiva (circonda la corona dentale, cioè la parte visibile del dente in bocca, e riveste l'osso a quel livello), osso (accoglie negli alveoli le radici dentali, cioè la parte del dente non visibile in bocca), cemento radicolare (sottile strato di rivestimento a livello delle radici dentali) e legamento parodontale (posizionato tra osso e cemento radicolare).
Molteplici sono le cause che portano alla "sofferenza" di questo "sistema".
La più comune è un'igiene orale insufficiente che porta all'accumulo di placca batterica e, successivamente, tartaro: le conseguenze di ciò possono portare, nei casi trascurati, alla perdita dei denti.
Il "tabagismo" è un importantissimo fattore che condiziona negativamente la salute del parodonto.
Paradossalmente, una buona igiene orale associata, però, ad una scorretta tecnica di spazzolamento, causa di trauma costante, può portare ad una sofferenza parodontale con recessione della gengiva e "scopertura" delle radici dentali.
 
La parodontologia, quindi, risulta essere "materia complessa" e fondamentale per la salute del cavo orale ed è alla base di una possibile "terapia di recupero" potendo allontanare il Paziente da gravi conseguenze rimediabili solo protesicamente.
Il trattamento della malattia parodontale in stadio avanzato, la rigenerazione ossea, la ricopertura delle recessioni gengivali sono problematiche cliniche da gestire con tecniche chirurgiche molto sofisticate e da "mani molto esperte".
 
Il costante aggiornamento clinico rende i nostri professionisti sempre "al passo con i tempi" e la continua applicazione di standard di alta qualità associati alla terapia rende possibile il raggiungimento di risultati che soddisfano pienamente le aspettative dei nostri Pazienti.




PULIZIA SOTTOGENGIVALE E LEVIGATURA RADICI

 
La scelta del trattamento dipende dal livello della malattia parodontale. Se viene scoperta precocemente bastano procedure semplici che servono a rimuovere placca e tartaro al di sotto della linea gengivale ed eliminare i batteri che provocano l’infezione, ma se al contrario la malattia parodontale è avanzata fino al punto in cui le tasche parodontali sono profonde e vi è perdita d’osso, spesso non resta altra risorsa che il trattamento chirurgico.
 
La malattia parodontale non è curabile, ma è controllabile. Il trattamento parodontale non chirurgico è un programma conservativo che consiste in una serie di più visite e procedure per tenere sotto controllo la malattia delle gengive e tasche profonde più di 3 mm con sanguinamento gengivale. La gravità della malattia determina la durata del trattamento, il cui obiettivo è l’eliminazione del sanguinamento e dell’odore orale sgradevole, la riduzione delle profondità delle tasche gengivali per eliminare la reinfezione batterica e prevenire la perdita d’osso. Il trattamento può iniziare da una pulizia a ultrasuoni, che elimina le macchie, la placca, il tartaro e le tossine batteriche presenti sui denti grazie al principio della vibrazione ad alta frequenza, seguita dalla pulizia manuale, compresa l’eliminazione delle parti ruvide delle radici, dal curettage, che consiste nella rimozione del tessuto malato, e infine dall’irrigazione locale con agenti antimicrobici.
L’obiettivo principale del trattamento consiste nel controllo dell’infezione. Il numero e la tipologia dei trattamenti variano in funzione dell’estensione della malattia gengivale, ma in ogni caso, qualunque sia la procedura indicata dal dentista, l’igiene quotidiana a casa resta il pilastro indispensabile della cura.

La pulizia e la levigatura radicolare, consistono, la prima nella meticolosa rimozione della placca e del tartaro al di sopra e al di sotto della linea gengivale e all’interno delle tasche, la seconda nella pulizia e levigatura delle superfici della radice del dente.
 
 

TRATTAMENTO PARODONTALE CON IL LASER

 
 

 
 

L’uso del laser non solo riduce significativamente la profondità delle tasche ma promuove la rigenerazione dell’osso e del tessuto, elimina i tessuti malati (infetti) e dà il via al processo importantissimo di decontaminazione, grazie alla vaporizzazione dei batteri. Ma non solo: il trattamento con il laser è da 2 a 3 volte più veloce del trattamento convenzionale, ha un’efficacia superiore del 40% e riduce la perdita di sangue, migliora e velocizza il post-operatorio e riduce il trauma complessivo alla bocca.



 
Nei trattamenti terapeutici successivi vengono nuovamente misurate le tasche parodontali e i punti di sanguinamento, che vengono eventualmente ri-trattati secondo necessità. L’obiettivo del trattamento della malattia parodontale con il laser è quello di qualsiasi altro trattamento di questo tipo di disturbo:

- arresto dell’infezione;
- riduzione o eliminazione dei batteri;
- riduzione delle tasche parodontali intorno ai denti;
- conservazione dei risultati nel tempo.

Chirurgia convenzionale o laser?
 La gravità della malattia, la profondità delle tasche e il grado di perdita ossea intorno al dente determinano la scelta del trattamento parodontale chirurgico attraverso una serie di opzioni ormai disponibili e correntemente praticate da molti anni. Tuttavia, anche se le procedure chirurgiche convenzionali risultano efficaci per molti pazienti, anch’esse hanno dei limiti; per esempio, non sono in genere in grado di eliminare completamente i batteri che provocano l’infezione, e la malattia tende perciò a ripresentarsi.

In genere, ci vogliono 6-12 mesi prima che le nuove fibre gengivali siano mature e più resistenti alla reinfezione batterica, per questo spesso gli appuntamenti per il trattamento parodontale si svolgono a intervalli di tre mesi per garantire un costante monitoraggio e manutenzione della salute parodontale. In ogni caso, l’igiene quotidiana a casa, spiegata doviziosamente dal dentista, è il fattore determinante del successo del trattamento.

Il trattamento parodontale con il laser è estremamente efficace per:

- arrestare l’infezione;

- eliminare i batteri;

- ridurre la dimensione delle tasche parodontali;

- fornire risultati stabili nel tempo.



Inoltre, poiché il laser è molto selettivo nei suoi effetti,

- non è necessario praticare incisioni;
- non sono necessari i punti;

- non vi è sanguinamento post-operatorio;

- non vi è gonfiore;

- il dolore è assente o minimo;

- non vi è recessione gengivale;

- non vi è sensibilità dei denti;

- non vi sono variazioni estetiche;

- è richiesto un numero inferiore di visite, il trattamento è complessivamente più veloce;

- il recupero è praticamente immediato;

- è particolarmente adatto per pazienti con problemi di salute quali il diabete, i disturbi della coagulazione o che assumono farmaci quali ciclosporina, agenti   chemioterapici o anticoagulanti;

- i risultati del trattamento sono duraturi.
 
La procedura

•   si determina la presenza di una tasca parodontale, con perdita d’osso e presenza di tartaro sulla superficie del dente;
•   il laser rimuove selettivamente il tessuto gengivale infetto che riveste la parete della sacca parodontale, migliorando l’accesso alla tasca e alla superficie delle radice;
•   il tartaro e altre formazioni rimosse dalla superficie radicolare vengono fatte uscire dalla tasca parodontale;
•   il tessuto gengivale viene riaccostato alla superficie radicolare e sigillato con fibrina; la ferita, piccolissima e sterile, è completamente isolata;
•   si ricalibra l’occlusione per eliminare qualsiasi trauma al dente e per bilanciare le forze masticatorie in tutta la regione;
la guarigione completa comporta la riduzione delle profondità delle tasche parodontali attraverso il rinsaldamento del tessuto gengivale e connettivo alla superficie della radice.
 
Uso del laser a diodi per i tessuti gengivali
 
Lo scaling e la levigatura delle radici e le sedute di igiene laser-assistite è dimostrato che riducono le tasche e restituiscono alla cavità orale una salute al top
I “Laser” sono ubiquitariamente usati in campo medico, routinariamente in oculistica, chirurgia plastica, in campo otorinolaringoiatrico, ginecologia, urologia, etc etc.

Uso del laser a diodi per i tessuti gengivali

1) In odontoiatria noi usiamo specificatamente il laser a diodo nel trattamento parodontale delle gengive. Il laser ha mostrato in molti studi clinici di essere strumento decontaminante. Dal momento che la malattia parodontale è una infezione batterica, la rimozione dei microrganismi batterici ridona salute ai tessuti gengivali. Le tossine che questi germi producono vengono distrutte dalla energia del laser. Lo scaling e la levigatura delle radici e le sedute di igiene laser-assistite è dimostrato che riducono le tasche e restituiscono alla cavità orale una salute al top. Numerose ricerche cliniche hanno mostrato un effetto battericida significativo e a lungo termine nelle tasche gengivali. In particolare c’è un germe particolarmente difficile da eliminare che il laser può uccidere efficacemente, l’Actinomicetemcomitans, un patogeno invasivo associato a forme aggressive di patologia gengivale. Le normali procedure di igiene meccanica sono altamente potenziate dalla terapia con laser a diodi, anche perchè questo germe particolare invade oltre che la tasca anche i tessuti gengivali in profondità, non raggiunti normalmente dalle pulizie meccaniche ma efficacemente dalla energia della luce laser.. Il paziente è tipicamente molto più a suo agio con il laser durante e dopo il trattamento parodontale igienico che è anche assai più veloce. Ricordiamo che questo germe è stato trovato da studi recenti nelle placche arteriosclerotiche associate con la malattia coronarica, essendoci ormai ben stabilite relazioni fra infezioni gengivali e salute generale dell’intero organismo. 

2) Il laser può essere usato per trattare e sterilizzare ogni sito chirurgico. Procedure che abitualmente richiedevano anestesia, bisturi, suture possono ora essere eseguite senza sanguinamento dal momento che il laser coagula e cauterizza (sigilla la ferita) man mano che taglia. Le possibilità di infezione sono estremamente più remote con il laser che con la lama del bisturi. Anche le gengive che sono cresciute in modo patologico a causa di trattamenti farmacologici nocivi, possono essere riportate alla normalità con facilità e senza trauma con un laser a diodi.

Un elenco dei benefici del laser nelle terapie gengivali: 

•   il laser crea un campo chiaro, asciutto senza sanguinamento
•   il laser diminuisce molto la possibilità di infezioni
•   il laser crea minore trauma alla area operata
•   il laser mostra minime possibilità di gonfiore e quindi timore per questo
•   il dolore post operatorio è minimo o assente
•   l’uso del laser è estremamente preciso e permette un notevole grado di finezza chirurgica
•   l’uso di anestetico è minimizzato o assente
•   il risultato è una esperienza post operatoria molto migliore per il paziente. I pazienti hanno normalmente una grande accettazione e preferenza per le procedure eseguite con il laser

 

CHIRURGIA DEI LEMBI

 
Può essere necessaria quando nonostante la pulizia profonda e l’assunzione dei farmaci, l’infiammazione e le tasche sono ancora presenti. Durante la chirurgia vengono rimossi i depositi di tartaro nelle tasche profonde, che vengono ridotte di dimensioni consentendo al dentista attraverso interventi periodici, e al paziente attraverso la quotidiana routine di igiene orale domiciliare, di mantenere l’area pulita. Le gengive vengono sollevate e il tartaro viene eliminato manualmente; al termine dell’operazione, le gengive vengono suturate perché si riposizionino saldamente attorno al dente. La riduzione della profondità delle tasche parodontali infette e l’eliminazione dei batteri presenti sono passi importanti per prevenire i danni provocati dalla progressione della malattia parodontale. L’eliminazione dei soli batteri, infatti, può risultare insufficiente per impedire il ripresentarsi della patologia. Le tasche più profonde sono più difficili da pulire sia per il dentista, sia per il paziente – da qui la necessità di controllarne la profondità.
 
 

RIGENERAZIONE/TRAPIANTO GENGIVALE

 
A dispetto del nome, la procedura di trapianto di tessuto gengivale è una pratica abbastanza comune e poco dolorosa per migliorare rapidamente l’aspetto di un sorriso e correggere alcune condizioni patologiche dalle conseguenze poco piacevoli.
Con il trapianto gengivale si tratta una condizione nota come recessione gengivale, tipica di alcune patologie del parodonto come la gengivite, che se non curata può provocare l’esposizione delle radici e il deterioramento dell’osso che circonda i denti. Quando non viene trattata la gengivite causa infatti una recessione sempre più marcata del tessuto gengivale, favorendo in tal modo l’ingresso dei batteri al di sotto della linea delle gengive, e conducendo, in ultima analisi, allo sviluppo di una grave patologia del parodonto nota come parodontite, la prima causa di perdita dei denti. Il trapianto gengivale è la soluzione più appropriata per molti casi di recessione gengivale.

La procedura

Il tessuto da trapiantare viene in genere prelevato dal palato del paziente; si tratta di una porzione molto sottile di tessuto che viene rimossa e posizionata con cura sull’area ove è presente la recessione e alla quale viene attaccata con sottilissimi punti di sutura. In una sola seduta è possibile eseguire il trapianto di tessuto e offrire così la necessaria protezione e un notevolissimo miglioramento dell’estetica del sorriso a più denti.




recessione della gengiva



attraverso una piccola incisione si crea una tasca per fare spazio al tessuto trapiantato



la tasca viene aperta



 

il tessuto connettivo trapiantato viene inserito nella tasca creata in precedenza



il tessuto viene inserito all’interno del piccolo spessore appositamente creato in precedenza




il tessuto viene posizionato in modo da coprire largamente l’area della recessione




una sottile sutura garantisce la stabilizzazione del tessuto trapiantato e gli impedisce di spostarsi




la zona tratta guarisce del tutto, e nell’arco di sei settimane il suo aspetto è indistinguibile dal resto del tessuto gengivale


 
 
 
Ed ecco alcuni esempi di prima e dopo il trapianto gengivale; come si può osservare, il risultato è un sorriso esteticamente perfetto.


Caso #1: recessione gengivale, arcata superiore



recessione gengivale dell’incisivo centrale superiore




dettaglio della recessione, come si può osservare il colletto del dente è scoperto




lo stesso paziente 6 settimane dopo il trapianto


 

 


Caso #2: recessione gengivale, arcata inferiore



recessione grave della gengiva, prima del trapianto




lo stesso dente dopo il trapianto


 

 




ALLUNGAMENTO DELLA CORONA CLINICA

 
I trattamenti parodontali possono anche servire da fondamenta per l’odontoiatria estetica e/o per migliorare l’aspetto del sorriso nel suo complesso. L’allungamento della corona clinica ha infatti come effetto di migliorare la proporzione tra gengiva e denti, una procedura utile quando questi ultimi sono ricoperti da una quantità eccessiva di tessuto gengivale e quindi sembrano “troppo corti” anche se la loro reale lunghezza è nella norma. L’eccesso di tessuto gengivale viene rimosso e si effettua una correzione della forma del tessuto osseo per esporre una quantità maggiore del dente naturale. Questa procedura è adatta a un unico dente, a più denti, o a un’intera linea gengivale. L’allungamento è raccomandato anche prima di eseguire un lavoro odontoiatrico di estetica o di restauro che non sarebbe altrimenti possibile perché il dente è cariato, rotto al di sotto della linea gengivale, oppure la struttura dentale esposta è insufficiente per un restauro quale una corona o un ponte.
| Accedi